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Ricetta accazzo di riso venere con salmone, zucchine e pomodorini

Posted by on August 28, 2013 in In evidenza, Più che altro storie | 5 comments

Ricetta accazzo di riso venere con salmone, zucchine e pomodorini

Un po’ come l’outfit ideale, una ricetta “accazzo” nasce sempre da un singolo dettaglio attorno al quale si costruisce pezzo per pezzo tutto l’insieme, fino al tocco finale (ma che minchia sto dicendo? voi fate finta di seguire, mi raccomando, e quelli in ultima fila stiano attenti per cortesia, ché dopo interrogo).

E’ fondamentale – dicevo – scegliere il dettaglio da cui iniziare, e in questo caso è stata la voglia di salmone, quella che ti coglie quanto ti aggiri disperato tra il banco del polletto a fette e i fagioli in scatola.
Cosa sta bene col sapore del salmone? qualcosa di verde, è chiaro. Adesso non iniziamo a discutere sul fatto che il sapore ha a che fare col gusto e il colore con la vista, perché non ci siamo proprio. Il verde lo sanno tutti è croccante e fresco, sa di primavera e passeggiate a piedi nudi, quindi, ad esempio, la zucchina va benissimo col salmone. Però poi manca qualcosa che faccia sugo (non ce ne sono mai abbastanza, di cose che facciano sugo, al mondo) quindi qualche pomodorino e via.

Il pregio di questa ricetta è che non solo la genesi è accazzo, ma anche la sua preparazione. Soprattutto è accazzo il fatto che la metti su e puoi fare altro, tipo stappare una birra o mangiare del pecorino col miele, mentre aspetti che cuocia. (Se c’è una cosa che non capisco è perché nelle ricette non si includa sempre nella fase di preparazione il momento giusto e il tempo necessario a stappare una bottiglia di vino o aprire una birra. C’è troppo odio al mondo e questi ne sono i segnali definitivi).

Tornando a noi… le dosi per una persona sono: un trancio di salmone fatto a dadini dopo aver levato pelle e lische; una zucchina preferibilmente chiara fatta a rondelle non troppo sottili divise in quattro; cinque o sei pomodorini tagliati a metà e sgrondati dei semi, sale. E’ pure una ricetta quasi dietetica, non perdetevela.

Prendete una padella antiaderente, metteteci gli ingredienti, cospargete di sale fino (generoso, ma senza esagerare: considerate che le zucchine ne assorbono abbastanza), fate rosolare due o tre minuti, poi aggiungete poca acqua (due dita di un bicchiere) e coprite più o meno. La copertura più o meno è una astuzia da cuochi sopraffini e si ottiene facilmente dimenticandosi la cucchiara di legno nel padellino, bestemmiando perché non si trova un coperchio della misura giusta e mettendocene uno troppo piccolo (o uno troppo grande), ma lasciando la cucchiara più o meno dentro: in questo modo la padella resterà più o meno coperta. Poi ditemi che non vi insegno le cose.

Il resto della ricetta cambia un po’ a seconda che siate a cena da soli o in compagnia. Se siete da soli, nel frattempo dovrete chiamare o scrivere ad un amico o amica per decidere cosa condire con il sugo che si sta cuocendo. Le alternative sono tre: o la pasta (io direi penne rigate o fusilli) o il couscous, oppure come nel mio caso il riso Venere (il pregio del riso Venere rispetto al riso tradizionale ovviamente è che bellissimo, oltre al fatto che è leggermente più aromatico e quindi esalta i sapori delicati come quello del salmone). Se non siete a cena da soli, potete fare la stessa cosa, ma in questo caso tendenzialmente sconsiglio di farlo stando stravaccati sul divano in mutande, soprattutto se siete in compagnia di morosi e morose, che poi lo so che vi fate prendere dall’entusiasmo e il salmone mi si brucia.

La cottura del condimento è completa quando il pomodoro ha fatto il sugo (attenti a non farlo asciugare troppo). Scolate la pasta o il riso dopo il tempo necessario (o cuocete il couscous) e conditelo. Fatene quantità abbondanti, ché se avanza è buono anche come piatto freddo da portare come schiscetta il giorno dopo in ufficio. In questo caso però magari la birra lasciatela a casa.

La bio la faccio dopo.

5 Comments

  1. la cucchiara va appoggiata di traverso sul bordo della padella fino a restringerne la circonferenza a quella del coperchio troppo piccolo. se la lasci dentro il cibo prende il sapore del legno, no?
    (ecco, ora aspetto che un fulmine mi colpisca)

    • Può essere un po’ così, oppure a seconda di come appoggi il coperchio, può essere che la cucchiara resti in sospensione. E’ una sorta di magia. (Anche se in generale direi che il problema oltre al cibo che sa di legno diventa che la cucchiara assorbe il sugo e poi quando la usi la volta dopo sa di pesce abbestia).

  2. ah, forse ho capito l’equilibrismo cui ti riferisci, cioè la cucchiara la metti per diritto a far da contrappeso al coperchio? wow, devo provarci. E se la cucchiara poi sa di pesce abbestia puoi sempre giocartela come surrogato del dado :)

    (e comunque non sei così tremenda come ti dipingono su ff…)

    • Sono un fiore che è cresciuto sull’asfalto e sul cemento (cit.)

  3. Bat, chi ti dice che sei tremenda? Vuoi che mando Burro a difenderti?

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