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La tigre e il risotto

Posted by on January 9, 2014 in In evidenza, Più che altro storie | 0 comments

La tigre e il risotto

Parliamo di molti anni fa – una data che preferisco non citare perché misura il tempo che, mannaggia, inesorabile passa – parliamo di una vacanza in barca a vela, parliamo di giovani del tipo bermuda, addominali scolpiti e pareo al collo, parliamo di tramonti sul mare con sottofondo di Bob Dylan. E parliamo di me. Felice, spensierata, con l’arroganza di chi ha ancora il venti davanti e pensa che cambiare il mondo sia una condizione nietzschiana della volontà.

Era fine giugno, di quelli assolati e caldi, io e la mia spensieratezza eravamo partiti da porto Ercole all’alba e navigavamo con 10 nodi di vento al traverso, puntando all’isola di Giannutri. Con quell’andatura, si sa, le attività in barca certo non mancano. Si può armare il fiocco, cazzare la randa, timonare, fissare il mare, atteggiarsi con discorsi di cosmogonia, citare un Platone qua e là, ascoltare le barzellette del Mario di turno (in tutte i gruppi c’è un Mario barzellettiere che si rispetti), rompersi un po’ i maroni, ma soprattutto si può sentire il vero, primordiale, bisogno di ogni essere umano: nutrirsi di cibarie. Possibilmente buone.
Ed eccola lí che arriva la nostra mantecatrice indomita, la Lady Marianna del risotto.
Eh già, Salgari mi ha rovinato, a 10 anni non avevo deciso chi fosse la mia eroina preferita. Spaziavo tra la principessa Leila, Candy Candy e Lady Marianna. A 15 ho capito che la perla di Labuan si era cuccata quel gran figo di Sandokan senza dover dimostrare nulla, che ne so, un particolare eloquio, un briciolo di cultura, due spaghetti al pomodoro. Niente. A lei sono bastati occhi azzurri, capelli biondi e uno zio blasonato. E allora vai con Lady Marianna e speriamo che qualche tigre della Malesia noti i miei occhi, marroni, i miei capelli, castani e soprattutto non mi chieda dello zio blasonato, casomai me lo invento.

Torniamo al risotto.
Quando sei in barca a vela con giovani dal pareo al collo e ti senti Lady Marianna dentro ma non puoi far affidamento su occhi azzurri o capelli biondi, ti adoperi inevitabilmente alla costruzione artefatta della tua immagine. Ed è così che mi spacciai per una principessa del fornello, suscitando aspettative che sconfinavano ben oltre il Croccantino di foie gras balsamico (Bottura scansate).

Iniziamo col risotto.
Cipolla tagliata sottile, in tutte le barche cipolle e coltelli non mancano mai, formaggi, più ne metti meglio è, e un po’ di fantasia. La fantasia era chiusa dentro uno stipetto della cambusa e si chiamava curry. Fate imbiondire a modo la cipolla con un po’ di olio, versate il riso e fatelo tostare. Bagnate il riso con un bicchiere di vino bianco e rosolate. Aggiungete poco alla volta il b.. ‘azz il brodo, eh no, il brodo in barca no. Che figura con la tigre della Malesia, gli ho promesso il risotto!
Cosa avrebbe fatto Lady Marianna? Un cazzo, lei non sapeva fare un cazzo.
Aggiungete acqua, va bene lo stesso, e poi, un poco alla volta, i vari formaggi che di solito si presentano sparsi in quel cavolo di frigo a pozzetto che c’è in tutte le barche. Mi raccomando di tagliarli a tocchetti in modo che si sciolgano bene. Aggiustate di sale, pepate e usate una magia, la mia si chiama mantecatura. Mantecate, mantecate e voilà, il composto comincerà a legare, ad ammorbidire. Una spruzzata di fantasia, o meglio di curry, e il risotto è servito.
Qui nella carta sembra essere riuscito ma nella realtà era tutto colloso e di colore giallastro. Ovviamente non è stata colpa mia. Come si fa a fare un risotto in barca?

La tigre mi aspettava al varco, per sapere. Io, con l’aria innocente di una svampita qualunque, gli elencavo, passo, passo, la ricetta ” una cagliata di reggiano, la morbidezza del latticino… ” esordendo in un finale trionfante: ” … ed una mantecatura ad arte…”. Mantecatura? Il termine suscitò in lui un brivido emozionale, un sussulto da masterchef, all’improvviso il suo sguardo si fece penetrante, interessato.
Ebbene sì avevo appena conquistato la mia tigre, mantecando.

(Lady Marianna però potevi farti almeno un corso di cucina, eh?)

(foto originale di Lablascovegmenu)

Carola

BIO_CAROLA: sono di origine naturale, mantengo integre le mie proprietà nutritive, non sono lavorata industrialmente e mi conservo bene.

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